In Italia ad occuparsi di cultura romena sono/siamo in quattro pisici…Nel simpatico gruppo felino non si parla spesso d’arte (romena, of course). Se poi alla parola arte ci aggiungiamo l’aggettivo contemporanea, allora pigliatevi lo spesso e trasformatelo in mai. Senza volermi trasformare in un ABO dei poveri o se preferite in una Ileana Pintilie della domenica ho deciso di spiattellare qualche dritta sui tempi supplementari della movida artisticocarpatina. L’aperitivo ve lo offro con Daniel Gontz un giovanotto di Bucarest che si è preso cura delle fontane del famigerato Viale della Vittoria del Socialismo facendone fuoriuscire acqua colorata. Non tanto un ammicco alle problematiche ecologiste, quanto un’inserzione nell’architettura cerimoniale del centro di Bucarest. “Oggi - spiega Gontz – l’architettura comunista che si estende da Piazza Unirii fino alla Casa Poporului ha assunto uno strano aspetto festivo e, attraverso alla cortina formata dalle insegne pubblicitarie, talvolta grottesco”. La performance in qualche modo è un collante tra due dimensioni della storia recente. Un gesto ambiguo che può provocare panico o gioia. Una sorta di réclame per un prodotto inesistente con cui rigenerare il corpo monco del centro di Bucarest.
Buon appetito.









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