Ancora una volta per i giornali italiani – ma anche per molti politici – i rom rubano i bambini (a noi gagé ovviamente). A maggio in un quartiere di Napoli – Ponticelli – si denuncia l’irruzione di una zingara in un appartamento dove tenta di prelevare un neonato.
“Abbietta zingara, fosca vegliarda!
Cingeva i simboli di una maliarda!
E sul fanciullo, con viso arcigno,
L’occhio affiggeva torvo, sanguigno!…
D’orror compresa è la nutrice…
Acuto un grido all’aura scioglie;”
Ad evitare lo scempio ci pensano familiari e amici
“Ed ecco, in meno che il labbro il dice,
I servi accorrono in quelle soglie;
E fra minacce, urli e percosse
La rea discacciano ch’entrarvi osò”.
La zingaraccia prova a difendersi:

“Asserì che tirar del fanciullino
L’oroscopo volea…
Bugiarda! Lenta febbre del meschino
La salute struggea!
Coverto di pallor, languido, affranto
Ei tremava la sera.
Il dì traeva in lamentevol pianto…
Ammaliato egli era!”
Ah scellerata!… oh donna infame!
Del par m’investe odio ed orror!
Per la ricostruzione dei fatti ho usato il testo del Trovatore, tanto per chiarire che il pregiudizio della zingara che ruba i bambini alligna nella letteratura (nel caso dei libretti d’opera nella pessima letteratura) da Cervantes a Hugo e oltre. Nel Trovatore la zingara rapitrice finisce al rogo, a Napoli ci si limita a dare fuoco al campo nomadi più vicino…senza i rom (qualcuno poi dirà: purtroppo!).
Oggi, più che nei romanzi, il motivo della zingara che ruba i bambini circola nelle cosiddette leggende metropolitane e, fatto un po’ più inquietante, sui titoli d’apertura dei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani. Poco meno di tre settimane fa nel parcheggio dell’ Auchan di Catania una zingara, con l’aiuto del suo compagno, avrebbe tentato di rapire una bambina di tre anni mentre la madre della piccola riponeva gli acquisti nel bagagliaio della macchina. La notizia è uscita in prima pagina su tutti i giornali e qui si può rivedere come è stata presenta sul TG DUE. Pochi giorni dopo però qualcuno va a sentire i lavoratori del supermercato: “Vediamo spesso scene di questo genere. Di solito i rom seguono i clienti fino alla macchina per chiedere l’euro del carrello. Sarà almeno un anno e mezzo che si usa così. Se poi sul carrello c’è un bambino, può capitare che siano loro stessi a tirarlo giù…” spiegano. “È tutto un equivoco, c’è stato tanto scalpore per nulla. Il fatto è stato gonfiato”, risponde la maggior parte dei dipendenti e qualcuno aggiunge “probabilmente questa volta di fronte al rifiuto della signora, hanno provato lo stesso a prendere la moneta spostando la bambina”. Ma questo al TG o sulle prime pagine nessuno l’ha detto…
L’opera di controinformazione la concludo rubando, non un bambino, ma una foto di Luiza Puiu sottratta da questo bel supermercato inzingherato










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articolo bellissimo! complimenti!
multumesc !
d.
Molto bello,complimenti e saluti
Riverisco!