Lo incrociai un paio di volte nelle mie gite di giovinetto ribelle: polemico, diretto, contrario alle manfrine retoriche, incandescente nelle sue discettazioni. Anarchico della razza di Novatore e Severino di Giovanni. Qualche laurea, undici anni passati in banca, sette ad amministrare un’industria farmaceutica, poi un taglio netto. D’ora in avanti per vivere scriverà tesi di laurea e, per la rivoluzione, molti, moltissimi testi che gli costeranno denunce, processi, soggiorni in gattabuia. Tra i suoi scritti “maledetti” ricordo che finì fra le mie mani la fotocopia del plurisequestrato la “Gioia Armata” di cui ancor oggi mi frullano nella memoria alcune immagini degne più di un film Di Leo che di un trattatello politico. Il giro di boa, come dice lui, avvenne alla fine degli anni ottanta: una rapina e successivo arresto. Poi altri processi, spesso costruiti su macchinosi teoremi giudiziari. Ieri l’hanno catturato in Grecia dopo una rapina in banca: Alfredo Maria Bonanno, settantadue anni, anarchico. Onore a lui, pur errando io per altri mari.
RISTRETTO
Pubblicato 4 Ottobre, 2009 LUOGHI , PERSONAGGI Lascia un commentoTags: alfredo maria bonanno, félix valloton, grecia, l'anarchiste, la gioia armata, Novatore, ribelle, Severino di Giovanni









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