
Alla fine si arriva sempre in ritardo: avrei voluto celebrare puntuale il 95° di Cavellini invece, mannaggia, eccomi ad annaspare nelle more del mio dis-ordine… Guglielmo Achille Cavellini fa parte della squadriglia di immaginifici che ha ricamato le più fragranti utopie artistiche del ‘900 italico. GAC attraverso la sua ucronia bio-artistica è viks-vaporub estetico: stura ironicamente gli orizzonti intasati dell’arte contemporanea. In attesa del fatidico 1914-2014 acchiappo una cartolina dalla Piazza degli Eroi di Budapest: GAC, Galántai György e Klaniczay Júlia.










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