
Chi si è stufato di aspettare la pubblicazione delle 5000 foto (dico 5000) delle pseudoammucchiate di Papi può trarre sollievo dagli scatti rubati a Chicago da Michael Wolf nei dettagli del progetto Città trasparenti. Il vero campo di battaglia di Wolf è però la Cina. Soggiornare in Cina attraverso l’occhio di Michael Wolf significa attraversare spazi claustrofobici, immergersi in afrori estremi, confrontarsi con le svariate tinte della strada. La Cina del turbocapitalismo non sembra starsene qui… le immagini colte da questo fotografo raffigurano un impero paradossale, in cui anche il dettaglio più banale appare nella sua scabrezza estremamente complesso.
Nella galleria di Wolf mi hanno folgorato: le Sedie Bastarde frutto di una potente miscela di miseria e genialità, gli incubi malthussiani delle Architetture della densità, i monolocali di Hong-Kong e i loro abitanti riprodotti in 100X100; i ritratti acchiappati al volo… e il delirio gastronomico messo in scena sulla strada. Pentoloni in cui bollono serpenti, tartarughe squarciate, pangolini squamati pronti per la cottura… e visto che siamo arrivati al pangolino, chiudo ricordando che della carne di questo animale ne parla di sfuggita anche Guido Gozzano nel suo resoconto orientale intitolato Verso la cuna del mondo: sembra trattarsi di una specialità cingalese.










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