Ieri mentre ascoltavo la radio sul web sorbendomi tonnellate di spazzatura elettorale, ho appreso che il tribunale di civile Milano aveva riconosciuto il fotografo Raffaele Ciriello come vittima del terrorismo internazionale…Incuriosito ho cercato maggiori notizie su questa sentenza, stranamente però sui maggiori quotidiani nulla di nulla. Sul blog del giornalista Andrea Riscossi la vicenda invece è ben spiegata: “Otto anni dopo la sua morte, il Tribunale civile di Milano (decima sezione) lo ha riconosciuto come “vittima del terrorismo internazionale”, con i conseguenti benefici di legge, in favore della vedova e della figlia (di appena 18 mesi alla morte del padre). Il riconoscimento è una novità assoluta per quanto riguarda l’attività dei giornalisti free lance ed è un bel segnale che viene lanciato al mondo della comunicazione (e della politica)”. Oggi ho riprovato a cercare notizie sullla “sentenza Ciriello”, ma di nuovo nulla, anzi no, qualcosa si trova su un giornale della sua della Basilicata. Curiosa questa omertà. Raffaele Ciriello fa parte del lungo elenco di giornalisti, fotografi e operatori televisivi italiani morti sul campo…il suo nome però sembra dimenticato dai più. Ciriello fu ammazzato a Ramallah durante l’ultima Intifada. Fu colpito da una raffica sparata da un carrarmato israeliano. Di questo tragico momento rimane un suo dramamtico video – l’ultimo, e un’inchiesta giudiziaria chiusa nel settembre 2003 perché: vittima di ignoti che è stato impossibile identificare vista l’indisponibilità delle autorità israeliane a collaborare con la magistratura italiana. Oggi, a fatica, un po’ di luce su questa vicenda ingiustamente dimenticata.










