o svastica pe poponetul unui ponei

“Vandali. Ci hanno sempre chiamato così. A ragione spesso. Non c’è niente da fare, ci piace così, una sensazione adrenalinica di un’intensità difficile da spiegare. Il gusto della trasgressione fa parte di tutti noi, il metterlo in pratica è una scelta di pochi”.

Dumbo ex writer

Nell’ultima settimana  in Romania si è fatto un gran spettegolare su una mostra oraganizzata presso il Centro Culturale Romeno di New York. Al centro dell’attenzione un tris di artisti: Linda “Nuclear Fairy” Barkasz, Laurentiu “IRLO” Alexandrescu and Marwan “Omar” Anbaki, una ratatouille onomastica sintetizzata con buon gusto – almeno gastronomico – in una denominazione  collettiva:  Zacuska Senzual.

L’accusa che plana sui tre moschettieri è di avere dato vita ad uno spettacolo grottesco farcito di pornografia e, udite udite, suggestioni antisemite. Quest’ultima imputazione, che per i critici più virulenti sembra essere la più grave, si riferisce in particolare a menorah riprodotte in contesti poco consoni, alla caricatura di un rabbino in macchina e, soprattutto, allo svastika nero tatuato sul sedere di un my little pony, ovviamente rosa.

La polemica è montata subito assumendo delle connotazioni e delle dimensioni  che i tre poveretti della Zacuska non avrebbero mai immaginato di potere smuovere. In un orgasmo multiplo dettato da  velleitarismo politico spicciolo, detrattori e difensori della Zacuska Sensuale sono arrivati a coinvolgere nel caso addirittura il presidente Basescu, chi per osteggiarlo, chi per elogiarlo.

Nella zuffa a distanza tra le due fazioni si è letto e detto un po’ di tutto e, sinceramente, entrambe le parti non ne escono bene.

L’evento al centro delle polemiche titola un po’ furbescamente Freedom for Lazy People! e almeno nelle intenzioni dei curatori dovrebbe rendere conto di una nuova infiorescenza dell’arte romena: la street art, più che una definizione per circoscrivere una tendenza, un baule in cui puoi trovarci di tutto, quindi, alla fine, il nulla.

Pur standosene  lontana dai toni  trionfalistici e allo stesso tempo catastrofici espressi dai promotori dell’evento – “While gentrification in New York and the politics of cleansing tend to erase legendary traces of graffiti that inspired artists all over the world, street art flourishes in Eastern European cities” – la migrazione di immagini, testi, azioni  eccetera – eccetera su strade, muri e dintorni merita attenzione e osservazione, fuori e dentro la Romania.

Mi viene voglia di far partire gli esempi romeni più eloquenti  dal tricolorismo esaperato dell’ex sindaco Gheorghe Funar di Cluj, poiché se sgraviamo l’espressione pubblica da ogni pregiudizio ideologico,  il rosu, galben és albastru disseminato in tutta la città dall’ex primo cittadino transilvano non era poi così  differente dai tag ossessivi lasciati in giro per Milano da un writer devastante come Dumbo . Certo: da una parte le guardie, dall’altra i ladri, ma il codice, l’idea dell’esserci ancor prima del significare è la stessa. Più che attraverso i graffiti, gli sprazzi di un nuovo linguaggio visuale nelle città romene per me arrivano con gli stencil (sabloane) chiazze iconiche con il dono di una sintesi quasi sempre elaborata  sul paradosso, sul duplice binario di una società bilicata tra lacrime e risate. Ecco allora il condensato effimero del volto di Ceausescu alato che dichiara “Vengo tra cinque minuti”, la replica del presidente Basescu “ Me ne vado tra cinque minuti” dell’incostante iconaro Gorzo, il “classico” Eminescu –Eminem, il Cristo Wanted oppure la Pipa di Magritte e altri ancora. Per il writing romeno cedo al mio estremismo di fondo e cito un un pezzo di un minimalismo secco (mi verrebbe da dire quaresimale, de post) nobilitato dall’obiettivo di tale mariaaaR ex weird’n’sweet: ce sa scriu?

Ma ritorniamo nella Little Romania di New YorK. La mostra, almeno per come la si può vedere in via virtuale, rimane un evento mal concepito: troppo caricata di aspettative, dalla strada scivola nel proprio cimitero:  l’Istituto Culturale Romeno, un caveau in cui la potenzialità espressiva della trasgressione urbana viene ingabbiata in una docile logica  di palazzo da cui, non senza un perché, decorrerà anche una solidarietà programmatica artificiale, come dire una sorta di padrinaggio (nasie) mediatico-politico con giustificazioni e spiegazioni a volte ancor più imbarazzanti delle accuse rivolte contro l’evento stesso.

Giocata su un sentiero banalmente configurato tra un realismo pulp e un simbolismo ostentato, la kermesse newyorkese dei tre giovinotti romeni richiama  atmosfere e figure uscite da Juxtapoz Art, ma non riesce ad andare oltre alle sensazioni un po’ alticce di una festicciola universitaria (chef) : fretta, voglia di alterare/alterarsi, confusione  e idee dominate dalla contingenza.

Certo, il delirio politicamente angagé della crew di Antena3 risulta  assolutamente  insopportabile, tanto più che i cerberi di Voiculescu  se la sono presa soprattutto con il cavallino svasticato che invece – per quello che ho potuto sbirciare via interniet – grazie a un miscuglio di innocenza, forza e incosapevolezza è il tassello  migliore della mostra. 

Cavalcando questo my little pony consegnerei ai goblin dell’ ICR di New York e ai troll di Antena3 il dipinto di Gorzo che ritrae Basescu con baffetti alla Hitler, non prima di avere ricordato loro che a specifica domanda su cotanto simbolismo,  l’artista precisò trattarsi non di petites moustaches, ma di peli pubici. Sono certo che farei la gioia degli uni e degli altri.

Advertisements

0 Responses to “o svastica pe poponetul unui ponei”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




agosto: 2008
L M M G V S D
« Lug   Set »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Contatti

anzianità di servizio

Blog Stats

  • 59,629 hits

Catrafuse Photos

rokkaku

drieu

carmelo

perec

Michael Wolf

Altre foto

RSS la rinascita balcanica

  • Tensioni nella Fyrom: Hooligans nell'aula del Parlamento picchiano Zaev, deputati e giornalisti 27 aprile, 2017
    Skopje - Una violenza mai vista è scaturita presso il Parlamento della Fyom-Macedonia. Degli hooligans si sono introdotti nell'aula parlamentare, dopo l'elezione del Presidente del Parlamento, Talat Xhaferi, il primo di nazionalità albanese eletto per ricoprire una carica così elevata. Il leader di SDSM, Zoran Zaev e almeno altre nove persone sono […]
  • Incontro sulla crisi nella Agrokor a Sarajevo 27 aprile, 2017
    Sarajevo - Il creditore del Governo croato per l'Agrokor, Ante Ramljak, ha incontrato il 27 aprile a Sarajevo i rappresentanti delle autorità della società Agrokor in Bosnia-Erzegovina ed ha parlato della crisi in tale gruppo nonché dei piani per gli affari in futuro. Come è stato annunciato, Ramljak ha incontrato il presidente del Consiglio dei Ministr […]
  • DF e SDP hanno preso la decisione di tenere referendum sulla NATO 26 aprile, 2017
    Podgorica - L'Assemblea dei rappresentanti eletti dai cittadini del Montenegro ha adottato la decisione di indire il referendum nazionale sull'adesione del Montenegro alla NATO, che si terrà solo quando saranno create le condizioni giuridiche e democratiche. La presente decisione è stata adottata durante una conferenza nazionale tenutasi a Murino, […]
  • Tribunale di Nicosia in merito alla KAP: Il processo fallimentare è legale 26 aprile, 2017
    Podgorica - Il Tribunale distrettuale di Nicosia ha abolito la misura temporanea del divieto della vendita e la cessione dei beni della società montenegrina Kombinat Aluminijuma Podgorica (KAP), il che significa che il tribunale Commerciale montenegrino sta svolgendo la procedura di fallimento in modo legale, ha sostenuto, mercoledì 26 aprile, il curatore fa […]
  • Sezione di Jadransko brodogradiliste Bijela venduta alla società turca 26 aprile, 2017
    Podgorica - Una piccola sezione (sezione IV) della società montenegrina Jadransko brodogradiliste Bijela (Cantiere navale a Bijela) con tutte le attrezzature appartenenti, è stata venduta all'unico offerente, la società turca Ozata Trasnaclika Sanayi ve Ticaret Limited, che ha presentato l'offerta alla quinta garra d'appalto, indetta il 7 marz […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: