UN’ALTRA FORMA DI ACCANIMENTO

eluana

Ognuno la può pensare come vuole sul caso Eluana Englaro. Da parte mia, anche se non comprendo come mai il papa ed i suoi accoliti, da sempre in trincea per la negazione della carne, insistano nel volere tutelare  non un essere animato,  ma un corpo – involucro biologico dipendente in tutto e per tutto da tubi e tubicini – rispetto chi esprime dubbi sul confine tra vita e morte o chi questi dubbi non se li pone perché,  attraverso la ragione oppure la fede,  li ha sciolti.
Quello che per me risulta davvero insopportabile in questa vicenda è invece l’accanimento cui è sottoposto Beppino Englaro, il padre di Eluana. E’ davvero disgustoso osservare rappresentanti del governo assumere improbabili provvedimenti nel tentativo di impedire a questo pover uomo non solo di portare a compimento la volontà della figlia, ma anche di attuare una sentenza definitiva scaturita dalla passaggio attraverso tutte le stazioni di una lunga via crucis giudiziaria. L’ultima vigliaccata l’ha partorita un paio di giorni fa il ministro Sacconi con il suo atto di indirizzo generale che vorrebbe vietare a qualsiasi struttura del Servizio sanitario pubblico, sia essa pubblica, convenzionata o privata abilitata, di interrompere idratazione e nutrizione ai pazienti che si trovano in stato vegetativo. Insomma un provvedimento ad personam, pensato, elaborato e, nelle speranze del ministro, da applicarsi contro Beppino Inglaro. Punto. Sacconi però, abile nel sincronizzare la propria carriera a quella della moglie (dal 2005 direttore generale di Farmindustria), sembra meno capace quando si tratta di coordinare le sue pensate alla realtà giuridica italiana. Tant‘è che dalla Corte di Cassazione si è subito fatto osservare come “l’atto di indirizzo emanato dal ministro del Welfare Sacconi è destinato solo alle strutture amministrative degli ospedali pubblici e privati e non può vanificare, in nessun modo, gli effetti di una sentenza esecutiva come quella con la quale la Corte d’appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino che alimenta Eluana Englaro“. Senza dimenticare poi che, come precisato dal Governatore del Friuli Venezia Giulia (dello stesso partito di Sacconi), la clinica “Città di Udine” dove dovrebbe essere trasferita Eluana opera in una una regione autonoma che risponde al sistema sanitario regionale e non nazionale. Davanti a queste obiezioni legali a Sacconi rimangono solo le minacce come ha raccontato il direttore della clinica disposta ad attuare la sentenza della Corte di Appello di Milano: ”Abbiamo ricevuto da un Ministro della Repubblica intimidazioni che hanno cercato di colpire l’azienda nel suo interesse vitale, arrivando a minacciare la sospensione dell’attività in accreditamento con il Servizio sanitario nazionale”. A Sacconi, Roccella (in gioventù autrice di un libro dal titolo memorabile – Aborto:facciamolo da noi) e ai vari chierichetti di Martini & Co  non importa che un cittadino abbia voluto affidarsi alla  Giustizia chiamata ad esprimersi su questioni sulle  quali  i paladini della pseudo-morale cattolica hanno sempre volutamente evitato di legiferare (vedi il testamento biologico), non accettano il gioco della democrazia che loro stessi si vantano di difendere. Da servi sanno solo riempirsi di rancore innanzi ad un uomo libero.

4 Responses to “UN’ALTRA FORMA DI ACCANIMENTO”


  1. 1 roberta 4 febbraio, 2009 alle 7:51 am

    sono perfettamente d’accordo, eluana non è viva, togliere la butrizione forza + forse la cosa più giusta e più vicina al volere divino, che per ragioni a noi sconosciute aveva deciso questo destino atroce destino per eluana.
    nessuno dice mai che se il tragico incidente fosse successo 100 anni fa non ci sarebbe stato bisogno di tutto questo rumore mediatico.

  2. 2 catrafuse 4 febbraio, 2009 alle 9:58 am

    concordo anch’io con le tue osservazioni.

  3. 3 Carla 12 febbraio, 2009 alle 4:44 pm

    condivido la battaglia intrappresa per una scelta dignitosa di ogni singola persona


  1. 1 NEL NOME DEL PADRE « Catrafuse’s Weblog Trackback su 7 febbraio, 2009 alle 7:42 pm

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