IL SILENZIO È D’ORO

Tra le varie stranezze delle ultime elezioni romene una cosa su tutte mi ha messo sul chi va là: Il 18 dicembre scorso a urne “ancora calde” il ministro dell’economia (al tempo ad interim) Adriean Videanu se ne è uscito – senza che nessuno l’avesse interpellato sull’argomento – con una promessa inquietante: “Il Progetto Rosia Montana sarà incluso nel programma di Governo, vogliamo avviarlo il più presto possibile, perché il mercato dell’oro favorisce simili iniziative.” Andiamo per ordine. Rosia Montana è una cittadina di circa 3000 abitanti situata nei Monti Apuseni in Transilvania, la cui storia è strettamente legata allo sfruttamento delle miniere d’oro. I romani la chiamarono Alburnus Maior e qui iniziarono a estrarre oro e argento, lasciando molte tracce della loro presenza. Le miniere continuarono ad essere sfruttate fino al 2006, quando gli impianti furono chiusi perché economicamente fallimentari. La serrata, se da un lato diede vita a dei problemi sociali cui il governo romeno, more solito, non seppe rispondere, dall’altro aprì uno spiraglio di speranza per un futuro sviluppo della zona sganciato da questo tipo di industria tossica e attento alla natura (e che natura).
Rosia Montana da qualche anno è minacciata dal progetto di un dubbio consorzio romeno-canadese la Gold Corporation che ha ottenuto la concessione di questa e altre miniere. In grosse linee ecco il futuro dorato ipotizzato per Rosia Montana: si aprirebbe la più grande miniera a cielo aperto d’Europa da dove verrebbero estratte, in 15 anni, circa 300 tonnellate d’oro e 1600 tonnellate d’argento in quattro giacimenti ciascuno esteso su 100 ettari. Questa produzione comporterebbe l’estrazione di una quantità di oltre 220 milioni di tonnellate di minerale grezzo. La roccia sterile andrebbe a costituire due zone di deposito di circa 70 ettari ciascuna. I fanghi risultanti dal processo di estrazione dell’oro e dell’argento – processo realizzato utilizzando cianuro – verrebbero accumulati in un bacino di decantazione (una sorta di lago artificiale) con una capacità di 250 milioni di tonnellate e una superficie di 100 ettari (600 secondo altre fonti). Il tutto sarebbe contenuto da una diga alta 180 metri costruita con la roccia sterile. Il progetto coinvolgerebbe il 38% della superficie del comune di Rosia Montana. 1800 persone dovrebbero essere trasferite, ma potremmo dire deportate. Più di 700 abitazioni sarebbero demolite. Lo stesso accadrebbe a chiese, cimiteri e agli importanti scavi archeologici della zona. Va ricordato che l’affare dovrebbe funzionare per circa 15 anni, poi, una volta seccati i giacimenti, i canadesi se ne andrebbero a casa loro e il cianuro rimarrebbe a casa nostra. Un altro aspetto curioso della vicenda è che tutti i contratti di concessione sono coperti dal segreto di stato. A guardare il sito della compagnia canadese sembra che sui mirifici Monti Apuseni non si debba aprire un’allucinante miniera, ma il paradiso. Certo un paradiso simile a quello promesso dalla ditta australiana che nel 2000, in quel di Baia Mare, si lasciò scappare al fiume 100.000 metri cubi di fanghi al cianuro scivolati da un bacino di decantazione. La storia di Rosia Montana l’ha raccontata meglio di me Tibor Kocsis in un bel documentario intitolato Nuovo Eldorado (Uj Eldorado). Per capire la dichiarazione cursoria del ministro Videanu invece basta leggere che scrive Mihai Gotiu: in sostanza c’è un conto post elettorale da pagare per il presidente Basescu, il resto non conta.

9 Responses to “IL SILENZIO È D’ORO”


  1. 1 maxmauro 9 febbraio, 2010 alle 12:50 am

    II cercatori di miniere non stanno mai fermi. Di progetti simili a questo ne ho visti diversi in Patagonia (ne ho fatto cenno in Patagonia Controvento) ed è vero quello che dici: le grandi corporation arrivano, consumano, danno lavoro temporaneo a qualche poveraccio del luogo (i tecnici li fanno arrivare da fuori) e dopo qualche anno se ne vanno, diretti verso nuovi giacimenti da sfruttare con la connivenza prezzolata del politico di turno. Lasciano ambienti danneggiati o distrutti, disoccupazione, alcolismo etc. Bell’affare. Anche laggiù mi dicevano che erano canadesi, le compagnie, ma qualche ricerca rivela che si tatta il più delle volte di multinazionali senza patria, che hanno sede in luoghi ameni tipo Guernsey, isoletta offshore a pochi passi da Londra…

  2. 2 catrafuse 11 febbraio, 2010 alle 9:34 pm

    Caro Max,

    è peggio che ai tempi di Pizzaro!! è colonialismo allo stato puro con il beneplacito delle caricature al governo… y la lucha continua

  3. 3 catanas 24 maggio, 2010 alle 7:53 pm

    una natura cosi bella distrutta !!! e non solo ! l’oro rubato e poi le persone sfruttate !!! che crudelta…

    • 4 catrafuse 1 giugno, 2010 alle 7:08 pm

      A quanto pare nelle ultime settimane il Parlamento Europeo ha votato per mettere al bando questo tipo di tecnologia, quindi ci sono buone probabilità che il progetto canadese e di Eb(ol)a Băsescu non vada più in porto.


  1. 1 Rosia Montana: il silenzio è d’oro « FIRI Trackback su 14 febbraio, 2010 alle 3:34 pm
  2. 2 ROMANIA, Roșia Montană Gold Corporation: Prendono oro, portano cianuro, violando i diritti umani | €UROITALIA – Agenzia giornalistica per l'Europa Trackback su 2 settembre, 2011 alle 1:10 pm
  3. 3 Bucarest: Manifesto Ultras « Catrafuse’s Weblog Trackback su 29 gennaio, 2012 alle 12:35 pm
  4. 4 Bucarest: Manifesto Ultras « Finchè morte non ci separi Trackback su 2 febbraio, 2012 alle 1:27 am
  5. 5 Il silenzio è d’oro-2 « Catrafuse’s Weblog Trackback su 20 giugno, 2012 alle 6:20 pm

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