Divenire immortale e poi morire

Jean Parvulesco  ossia Ion Pârvulescu,  classe 1929, nel ’48 esce dalla Romania appena occupata dal regime comunista. Una fuga avventurosa la sua: attraversa a nuoto il Danubio, approda in Yugoslavia e viene sbattuto in un campo di detenzione,  evade per riemergere  in Francia. Siamo agli inizi degli anni cinquanta e nell’orizzonte di Parvulescu non vi è nulla di banale: l’ avanguardia, il tradizionalismo  guenoniano, il gollismo, la militanza nell’OAS, la nouvelle vague, Evola, Horia Vintila, Ezra Pound.  In questi anni Jean Parvulesco  convince Dominique de Roux a creare una casa editrice,   L’Herne, più tardi comprata e gestita da Constantin Tacou. Nei celebri Cahiers de l’Herne appariranno Céline, Ezra Pound, Mircea Eliade,  Edgar Allan Poe, Jorge Luis Borges, Henri Michaux,  Gérard de Nerval, Bertolt Brecht,  William Butler Yeats, Samuel Beckett e altri centinaia di autori. Anche Parvulesco scrive, romanzi, saggi , articoli, ma non solo. Conosce Godard, lo presenta a Rohmer. E proprio Godard lo inserisce, citazione nella citazione, come personaggio nel suo nel suo  Fino all’ultimo respiro. Il ruolo di questo enigmatico esule romeno sarà interpretato dal regista Jean-Pierre Melville: siamo all’aeroporto di Parigi e la bella Patricia Franchini presenzia alla conferenza stampa del celebre scrittore Jean Parvulesco:

    Un reporter: Signor Parvulesco, perché ha scelto Candida come titolo del suo libro?

  • Parvulesco: Sono convinto che il libro in Francia avrà, a causa del puritanesimo dei francesi, un’accoglienza molto riservata.
  • Un reporter: Signor Parvulesco, vorrei farle una domanda, lei pensa che si possa ancora credere all’amore nei nostri tempi?
  • Parvulesco: Non si può più credere che all’amore, proprio ai nostri tempi!
  • Un reporter: Che cosa pensa della frase di Rainer Maria Rilke secondo la quale la vita moderna separerà sempre di più l’uomo dalla donna?
  • Parvulesco: Rilke era un grande poeta, quindi aveva certamente ragione.
  • Un reporter: Signor Parvulescu, lei pensa che esista un comportamento amoroso diverso tra la donna francese e la donna americana?
  • Parvulesco: Non c’è alcuna relazione tra la donna francese e la donna americana! La donna americana domina l’uomo, la donna francese non lo domina ancora.
  • Patricia Franchini: Qual è la sua più grande ambizione nella vita?
  • Un reporter: Secondo lei è più morale una donna che tradisce o un uomo che abbandona?
  • Parvulesco: La donna che tradisce!
  • Un reporter: Signor Parvulesco, lei crede che la donna sia più sentimentale dell’uomo?
  • Parvulesco: Il sentimento è un lusso che poche donne possono offrirsi.
  • Un reporter: Signor Parvulesco, ci pensi e mi risponda: lei crede che ci sia una differenza tra l’erotismo e l’amore?
  • Parvulesco: No, non troppa, non lo penso e non lo credo perché l’erotismo è una forma di amore e l’amore è una forma di erotismo.
  • Un reporter: Signor Parvulesco, Lei crede all’esistenza dell’anima nel mondo moderno?
  • Parvulesco: Io credo alla bontà, solamente alla bontà.
  • Patricia Franchini: Lei crede che la donna abbia una parte importante nella società moderna?
  • Parvulesco: Sì, se è affascinante, se ha un vestito a righine e gli occhiali da sole!
  • Un reporter: Che pensa della frase di Casanova secondo cui non esiste donna che non si possa sedurre sia pure obbligandola alla riconoscenza?
  • Parvulesco: Cocteau per mezzo del Testamento d’Orfeo ha risposto
  • Un reporter: Quanti uomini secondo lei una donna può amare nella sua vita? Voglio dire fisicamente?
  • Parvulesco: (conta più volte con le mani) Anche di più! Ci sono due cose importanti al mondo: per gli uomini le donne e per le donne il denaro.
  • Un reporter: Ah, ora capisco lei è un pessimista!
  • Parvulesco: Se una bella donna sta con un uomo ricco si può dire automaticamente che lei è per bene e che lui è uno sporcaccione.
  • Un reporter: Qual è il popolo più intelligente del mondo?
  • Parvulesco: Il francese.
  • Un reporter: Le piace Brahms?
  • Parvulesco: Come a tutti, niente affatto!
  • Un reporter: E Chopin?
  • Parvulesco: È disgustoso!
  • Patricia Franchini: Qual è la più grande ambizione della sua vita
  • Parvulesco: Divenire immortale e poi morire.

Il cammino di Parvulesco si incrocerà ancora con il grande cinema. Nel 1970 fa da trait d’union tra Rohmer e la splendida Aurora Cornu, poetessa e scrittrice imprestata  al cinema per  ”Le genou de Claire”.   Aurora Cornu ci illumina su questa avventura: “Rohmer l’ho conosciuto grazie a Jean Parvulescu, un romeno dalla biografia incredibile, scrittore con 15-20 libri pubblicati in Francia, mercenario geniale, che ebbe un ruolo importante nell’insediamento di Moise Ciombe, in Congo [1]. Esoterista, occultista, ancor oggi seguito come un maestro da alcune frange filosofiche, Jean Parvulescu frequentò l’Istituto del Cinema assieme ai giovani registi: Rohmer, Godard, Truffaut, anch’egli autore e teorico della Nouvelle Vague francese”. Lo stesso Parvulesco apparirà nei film di Rohmer: Les nuits de la pleine lune (1984) e L’arbre, le maire et la médiathèque. Il nome di Parvulesco però rimane legato soprattutto agli studi geopolitci e ai romanzi fantastici. La sua visione Euro-asiatica  riecheggia  fino in Russia, ispirando Alexander Dughin e, forse, la gioventù putiniana Nashi. In Parvulesco il destino di una nazione è strettamente legato ai suoi morti, ce lo ricorda anche Radu Aldulescu in un articoletto strappato da România Literară: “Durante I nostri incontri mi ha illustrato la sua teoria e la sua convinzione su altre possibilità che provengono da lunghe attese e grandi sofferenze, in sostanza i romeni possono beneficiare dell’influenza dei grandi Santi canonizzati nelle prigioni comuniste e soprattutto a Pitesti” [2]. E come chiosa a questa visione, Parvulesco scrive nella “Spirale profetica”: ” Soldati ormai perduti in una guerra che diventa sempre più occulta, portiamo agli estremi confini di questo mondo le armi spirituali e il più enigmatico destino degli onori militari dell’Altrove. Nei ranghi sia visibili che invisibili dell’ordine nero al quale apparteniamo, coloro che la Morte ha abbattuto marciano fianco a fianco con chi ancora sopravvive”. Jean Parvulesco ha lasciato il  campo di battaglia  la  scorsa settimana, Dumnezeu sa-l odihnească.

[1] Su questa storia  val la pena di ricordare l’ eccidio di Kindu e una splendida canzone della Compagnia dell’Anello: Il  mercenario di Lucera.

[2] Radu Aldulescu, Aurora Cornu – apogeul şi începutul unei poveşti, România Literară, 39, 2010

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