Bucarest: Manifesto Ultras

Da una Bucarest a 15 gradi sotto zero ancora un capitoletto di “letteratura” protestataria su cui si è discusso parecchio in rete: Il manifesto ultras. Si tratta di uno scritto diretto e concreto, a tratti ingenuo e perciò genuino, che aiuta a capire, per chi vuole ancora capire, che i soggetti presenti sulle linee di faglia della società non sono più riconducibili ai vetusti schematismi della destra e della sinistra, al meretricio dei partiti e del mainstream mediatico. Ma al giorno d’oggi già tentare di capire una realtà come quella degli ultras sembra un’azione folle, perché folle è tutto ciò che non può rientrare nella comoda tassonomia ufficiale in auge.

IL MANIFESTO DEGLI ULTRAS ROMENI
“È inverno, possono arrivare tempi e nevicate pesanti. Possono arrivare abusi ancor più pesanti, può arrivare gente affamata a papparsi la torta, a chiedere bottini di guerra senza avervi partecipato. Può arrivare anche il nostro immobilismo, per mancanza di coesione, per la troppa confusione che rischia di diventare passività. Ma il nostro compito è quello di non fermarci. E se Piazza dell’Università si svuoterà, l’ultima persona avrà il dovere di lasciare la luce accesa, non di spegnerla. Basterebbe filtrare attraverso lo spirito Romeno il testo dell’inno nazionale e sapremmo cosa fare. Chi lo dovrebbe fare? Non siamo l’enciclopedia delle verità assolute, ma siamo in grado di fornire esempi:
– I pensionati tosti, che in questi giorni ci hanno dimostrato la profondità del detto “chi non ha  un anziano [se ne compri uno] n.d.t. …”
– gli intellettuali, quelli veri, che ringraziamo per le reazioni e il sostegno e per lo scudo insormontabile alzato contro la pseudo-intellighenzia, i demagoghi, i commissari politici e i dilettanti;
– I lavoratori, che dimostrano come l’inerzia che da 22 anni ci ha avvolto non sia attribuibile ad un popolo indolente, ma a una nazione che ha scordato quali sono le sue potenzialità;
– Gli studenti che possono dimostrare come la vera educazione non sia patrocinata da ministeri fallimentari;
– I veri giornalisti, ormai un’oasi minacciata dalle fiamme alimentate da falsi colleghi che hanno trasformato in deontologia la disinformazione, l’audience e la manipolazione;
– I gruppi socialmente emarginati, da cui possono spuntare diamanti, lo dice Cristo e anche il rapper Sisu: ultras, punk, rapper, hippy, biker, graffittari, hipster (la loro energia, usata in modo positivo, sosterrà la ricostruzione).

Perché fare tutto ciò??? Solo per lo SMURD [1] ? Solo per far cadere un governo e sostituirlo con nuovi arrivisti di un altro colore ma della stessa pasta e sempre privi di sostanza? No. Di nuovo, i motivi sono molti e non facili da articolare in modo compatto. Diamo pure degli esempi:

– Corruzione, che con la scusa della necessità di sopravvivere ormai contagia anche le persone oneste. Milioni di romeni vedono anche nel buio più pesto che da anni e anni a guidarli sono sempre le stesse organizzazioni mafiose, chiamati partiti. È incredibile, eppure è vero, viviamo in un nuovo regime e fanariota e non siamo capaci di trovare un Romeno da far salire sul trono (non è propaganda per la monarchia, è solo una metafora). C’è mancato poco che diventasse primo ministro un tedesco e tutti l’abbiamo sostenuto, perché ormai non essere Romeno è sinonimo di onestà.
– Giornali alla ricerca di sensazionalismo, audience, maestri in giochetti politici e pubblicità per troiette nude, campioni in disinformazione e manipolazione. E tuttavia, la piazza lo capisce capisce! Si potrebbe vivere una settimana senza TV? Diventeremmo come il Congo o come Atlantide?
– Stereotipi e politichese che celano la verità. Il primo ministro Boc parla di libertà di espressione, mentre i celerini annunciano al megafono “Liberate la piazza o usiamo la forza”.
– Organi repressivi costretti ad agire contro i propri fratelli. Sì vogliamo soldati al servizio dei cittadini, come vi avrebbe voluto anche Cuza [2], non mercenari macellai. Sì, lo sappiamo che anche voi tenete famiglia e tante necessità, sì, vogliamo rispettare la divisa, e per questo vogliamo ricevere rispetto, non vedere bambini spinti a terra, donne colpite e insultate e uomini che possono entrare in coma a causa di una bastonata in testa.
– Leggi costruite tramite dibattiti con i cittadini, non approvate in fretta e furia in Parlamento da una maggioranza più interessata ai giochi politici che gli interessi vitali dei cittadini. Leggi applicate solo in vista delle elezioni (arresti di sindaci corrotti come propaganda ed esca per un voto in più).
– Il Centro storico della Capitale? Sì, lo vogliamo di livello europeo, lo vogliamo rinnovato, ma non solo per il profitto dei proprietari dei locali. Lo vogliamo ripulito e valorizzato per vantarcene ed esserne orgogliosi e, perché no, per un turismo vero , che non sperpera centinaia di migliaia di euro per un logo o un portale internet.
– Vogliamo dibattere su tutte le questioni, anche sulle faccende militari. Non vogliamo lo scudo antimissile [3], anche perché non si sa nemmeno che cosa sia per davvero. Non vogliamo fregate spedite inutilmente in missione (o in “dismissione” se volete) e non vogliamo più romeni che combattono in Oriente per il proprio sostentamento, e non per una causa.
– vogliamo rispetto e dignità, non vogliamo essere classificati da avvocati-deputati come vermi, non vogliamo che un anziano (il 16 gennaio, in Piazza Univ.) arrivi con gli stivali lucidati vecchi di cinque anni e con le suole bucate, quando una divetta di provincia ha centinaia di scarpe di lusso che indossa ostentatamente.
– Vogliamo chiudere i centri commerciali e riaprire le fabbriche. Ossia vogliamo far funzionare l’industria, l’agricoltura, l’occupazione. Diciamo sì alla modernità, ma no al consumismo di bassa lega, all’incultura al rincoglionimento!
– Siamo per gli spiriti liberi, ma ne abbiamo le tasche piene di politici che lasciano circolare droghe pericolose come i cianuri di Rosia Montana [4]!
– Non vogliamo più miseria, una vita al limite della sussistenza, corruzione, fondi pubblici mal gestiti, appalti truccati, unioni politiche assurde (PSD + PNL ?? PD + UNPR?). Vogliamo vivere in pace con le altre etnie del paese, ma non vogliono vendere il nostro onore e i nostri diritti solo per sembrare “politicamente corretti”. Vogliamo una classe politica vera, e siamo abbastanza forti per crearla.
La lista potrebbe andare avanti e continuerà. Fino ad allora, consigliamo senza alcuna arroganza agli “analisti” di studiare le cause, non solo gli effetti. Siamo stufi di “pompieri” che vengono a spegnere l’incendio dopo che le stoppie bruciano (principio applicabile in molte aree, dalla scuola, dalla salute, e perché no, fino alla legge anti-tifosi).

Tramite queste rivendicazioni, alcune più importanti, gli Ultras chiedono SENZA INDUGI la revisione della Legge 4 [5], promulgata con tanta leggerezza dal Presidente. È superficiale, dilettantesca e soprattutto anticostituzionale. Non colpisce solo noi, limita i diritti di tutti i Romeni. Ogni piccolo passo verso la limitazione dei diritti rappresenta un passo enorme verso la dittatura e le catene! LIBERTÀ
Questo testo è stato scritto ad hoc da un Ultras che allo stesso tempo è un ex studente, un giovane che vuole lavorare per il suo paese non per “altri”, figlio di una famiglia comune e vicino delle signore che nutrono i cani vagabondi. Rappresentante di un modo di pensare e di diverse categorie umane.
PACIFICI e APOLITICI di nuovo in Pizza dell’Università!!! Uomini con idee non con le Molotov”

[1] SMURD è l’acronimo di Serviciul Medical de Urgenţă, Reanimare şi Descarcerare (Servizio Medico di Pronto Soccorso, Rianimazione ed Estricazione), il servizio pubblico a rischio di privatizzazione con la nuova legge sostenuta dal presidente Băsescu.

[2] Alexandru Ioan Cuza (Bârlad, 20 marzo 1820 – Heidelberg, 15 maggio 1873), principe di Moldavia e Valacchia (1859-1861), poi principe di Romania (1861-1866), considerato il promotore della moderna Romania indipendente.

[3] Si tratta dell’accordo stipulato lo scorso settembre tra Bucarest e Washington (precedentemente rifiutato da Polonia e Repubblica Ceca) sul dispiegamento in Romania entro il 2015 dei missili americani previsti dal progetto Usa dello scudo antimissile su suolo europeo .

[4] Ci si riferisce al mercato legale delle cosiddette Smart drugs e al progetto della compagnia mineraria canadese Gold Corporation che intende sfruttare l’oro residuo presente nella miniera di Rosia Montana mediante l’uso di enormi quantità di cianuro. Qui qualche ragguaglio.

[5] Le recenti modificazioni apportate alla Legge 4/2008 relativa alla prevenzione e alla lotta contro la violenza durante le manifestazioni sportive sono duramente contestate dai supporter che le considerano in parte anticostituzionali (e non hanno tutti i torti, ma ne riparleremo).

4 Responses to “Bucarest: Manifesto Ultras”


  1. 1 esseqvamvideri 1 febbraio, 2012 alle 5:32 pm

    Ti faccio i miei più vivissimi complimenti. Seguo da un po’ le vicende della protesta rumena, avendo un sito che tratta di ultras e sapendo appunto della presenza ultras all’interno degli stessi movimenti di protesta. Mi sono imbattuto in vari articoli ma nulla di tanto esaustivo, per cui ti ringrazio di averlo condiviso e mi sono permesso di ripubblicarlo sul nostro sito, ovviamente citandoti come fonte. Qualora dovesse interessarti, la pubblicazione avverrà alle 19, il sito è http://www.sportpeople.net.


  1. 1 Bucarest: Manifesto Ultras - Avanti Ultras! Trackback su 1 febbraio, 2012 alle 8:59 pm
  2. 2 Bucarest: Manifesto Ultras « Finchè morte non ci separi Trackback su 2 febbraio, 2012 alle 1:27 am

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