IN BICICLETTA CONTRO IL CALCIO MODERNO

Qui a Timisoara è in corso una nuova rivoluzione. Questa volta niente martiri, niente raffiche di mitragliera, si tratta di una rivoluzione calcistica. I fatti: durante la scorsa estate, a causa delle magagne economiche combinate dai suoi dirigenti, la Politecnica Timisoara viene esclusa dal campionato di serie A e da tutti i tornei professionistici o semiprofessionistici. In sostanza dovrebbe ripartire dalla “Liga a cincea”, che più o meno corrisponde alla “Promozoine” italiana. Non è la prima volta che la squadra viene trascinata verso il fallimento da una ghenga di avventurieri del calcio. Tra i suddetti avventurieri va ricordato anche il solito italiano, tal Zambon Claudio. Già ai suoi tempi per rimediare all’ennesima retrocessione, il genio italico mise in piedi una repentina unione con un club di Bucarest (l’AEK) che permise a Timisoara di ritornare “magicamente” in serie A. Quest’estate ha fatto ricorso allo stesso stratagemma il nuovo sindaco della città: nottetempo ha imbastito un’inedita fusione con il club AC Recaș, appena promosso in B. Per capirci: sarebbe come se per evitare una sanzione disciplinare il Verona domani si unisse al Chievo o, che ne so, la Fiorentina al Prato… Nasce dal nulla una nuova squadra, l’onta è lavata, l’onore un po’ meno, ma che importa. A rovinare l’iniziativa del primo cittadino, ci pensa il cuore della tifoseria, i “maledetti” ultras che negli ultimi anni hanno seguito la Poli dalle Coppe Europee fino ai campetti più tristi delle serie inferiori. I supporter rifiutano di chiudere gli occhi innanzi all’ennesimo trucchetto, all’ennesimo diktat piovuto dall’alto nel nome del pragmatismo del calcio moderno. Decidono di lasciare la storica Curva Sud e di adottare una squadra di dilettanti che porta il nome di ASU Politehnica. La partenza degli ultras dalla Sud lascia il vecchio stadio Dan Păltinișan muto. Se ne sono accorti anche i nuovi dirigenti che hanno pubblicato un patetico annuncio su Facebook: “Cercasi leader per gruppo supporter. Vi preghiamo di contattare l’ufficio pubbliche relazioni del comune”. Siamo nell’era dell’ultras virtuale che esulta premendo il tasto “I Like”! I vecchi tifosi invece non sono virtuali e scelgono di sostenere la loro nuova formazione tramite quote annuali acquistabili da ogni cittadino ( più o meno 5 euro l’anno) e da donazioni raccolte durante le partite. Tutto alla luce del sole, tutto trasparente. Tra le fila dei bianco-viola c’è anche un eroe d’altri tempi: Iosif Rotariu, 50 anni, ex–Poli, ex Steaua București, ex- Galatasaray. Nel mondiale italiano del 1990 marcò stretto Maradona, garantendo alla Romania la qualificazione al turno successivo. Oggi ha ritrovato i suoi tifosi nel piccolo stadio non lontano dall’università, dove risuonano liberamente cori rauchi e sboccati, sventolano i bandieroni bianchi e viola, si fuma, si beve birra si accendono i fumogeni… senza gendarmi, senza steward, senza tessere elettroniche. È il calcio, quello vero. In trasferta capita di andarci anche in bicicletta. È accaduto una settimana fa, quando più di 300 tifosi hanno pedalato per una quindicina di chilometri per raggiungere il terreno di Giarmata Vii (Iverland, nel tedesco locale). Il serpentone a due ruote ha attraversato Timisoara intonando tutto il repertorio migliore dei canti della curva, come in un pellegrinaggio scalcinato ed irriverente. Trecento uomini in volata lontano dal calcio plastificato delle pay tv, quello ingabbiato nelle pastoie di tutti i buonismi, quello degli stadi ridotti a salottini salutisti. Dai marciapiedi e dai palazzi la gente strabuzzava gli occhi incredula davanti ad un simile spettacolo. Ai moderni soloni del calcio patinato e ai loro scagnozzi invece rode il fegato, per loro quella dell’ASU POLI doveva essere solo un’avventura velleitaria e senza futuro, invece non è così. Del resto come potrebbero capire che le emozioni della curva non si pianificano e non si svendono, sono radici che s’intrecciano legando le persone l’una all’altra.

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2 Responses to “IN BICICLETTA CONTRO IL CALCIO MODERNO”


  1. 1 jiherwlker 10 ottobre, 2012 alle 10:42 pm

    Bravo questo e il vero calcio 🙂 questo ci sono il vero tiffosi

  2. 2 catrafuse 11 ottobre, 2012 alle 6:56 pm

    D’accordo con te e forza Poli!


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