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L’isola che non c’è

Ma si può vivere così? Per anni ho tacciato il generalissimo Toniutti di smemoratezza spongiforme e ora che l’ho avuto a pigione per una settimana mi sono dimenticato, io che mi vanto di essere il cugino povero di Johnny Mnemonic, di narrargli di Ada-Kaleh l’isola fortezza inghiottita dalle acque del Danubio dopo la costruzione della diga “Portile de Fier”. Ada Kaleh, l’enclave turca piena di dolciumi e tabacchi orientali! Manco al Cargnello ho spifferato alcunché! Non parlate al guidatore! La cosa peggiore è che davanti al posto vuoto di Ada-Kaleh ci siamo pure passati durante le nostre scorribande danubiane! Ed io : ciccia, cilecca, zitto e mosca ! Ho pure scordato di esibire la microcollezione di cartoline diAda-Kaleh lasciatami in eredità da Istvan prima che andasse a seppellirsi in Canada. Come se non bastasse non ho neppure raccontato che

un po’ più giù della famigerata digaccia c’è l’isola di Şimian, dove è stata ricostruita come fosse fatta di lego la fortezza di Ada-Kaleh (cioè la fortezza dell’isola fortezza!). Lì vi hanno pure trasferito la tomba di Miskin Baba il mistico chirghiso dell’isoletta sprofondata, come se si trattasse di Robinson Crosuè (e mi raccomando l’ortografia !) senza Venerdì. Qualcuno vorrebbe ricostruire a Şimian la vecchia Ada-Kaleh…idea che mi fa tremare le vene e i polsi. Qualcun altro, molto prima che Ceauşescu e i suoi ingegneri mettessero a mollo cimiteri, case e moschee, aveva immaginato un mondo di città sommerse in un romanzetto distopico spesso indicato come pioniere della fantascienza romena. Sto parlando, e fingo di avere recuperato la mia memoria balorda, di Felix Aderca e del suo Orasele înecate (Le città affogate) poi ribattezzato da terzi, e non si capisce perché, Oraşele scufundate (sommerse) un libro da leggere a bordo del Nautilus in compagnia del capitano Nemo e del professor Aronnax gironzolando per Ada Kaleh. .

 

Su Ada Kaleh e Şimian molte cose in questo
anfratto
, le foto invece le ho prese con la paranza qui , mentre la scatola di fulminanti la trovate addirittura in una collezione russa

 

Il font della Catrafusa è l’Estrangelo Edessa (la nomenclatura in persona).

 

 

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Drum bun / fotoromanzo spettinato

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carnico

THE END

P.S. Le foto le ho rubate a Toniutti, tanto non se ne accorge !

Sono una talpa e vivo in un buco

Lunedì mi toccherà ricevere nella mia caverna romena la delegazione Toniutti – Cargnello, in duplex! Del primo ho già parlato in Monnezza e tornerò a dire più sotto, al secondo, invece, dedico il titolo di questa pillola di dissennatezza, visto che nel Settantuno passò sotto le sgrinfie di Mariele Ventre con Annibale cannibale terribile, cinque anni prima della famosa talpa e del suo buco. Come preannunciavo, il cavalier Toniutti un giorno, saranno sei o sette anni fa, mi sventolò sotto il naso un libercolo trafugato (credo) dagli Stati Uniti (credo) intitolato (credo) The Mole People, a sua detta (di Toniutti, non del libro) una panoramica sul mondo e sugli abitanti dei sotterranei abbandonati della metropolitana di New York. In poche parole: qualcosa a metà tra l’inchiesta giornalistica e la leggenda metropolitana. In effetti, anche in Romania vedo personaggi più o meno strani calarsi o fuoriuscire da cunicoli e condotte, dove si presume dimorino. La realtà, diciamo così, tellurica della Romania può ispirare molte riflessioni. Ieri, ad esempio, ne ha parlato con il suo eloquio debordante a Radio Tre Mondo il caro Adrian Niculescu, narrandonci un po’ di chicche sui sotterranei della Casa del Popolo, un moloch che si staglia dal suolo per 86 metri (12 piani) e vi affonda per altri 92 (8 piani)!!! A quanto pare, raccontava Niculescu, nell’abisso di Ceauşescu dovrebbe esserci da qualche parte anche il prototipo di una metropolitana parallela a quella ufficiale. Qualcuno dice si tratti di una leggenda metropolitana. A dire il vero, la metropolitana di Bucarest sta creando una vera epopea di racconti pop e lo potete verificare in questo bel tombino. Dai sotterranei romeni, inoltre, ogni tanto riemergono inchieste giudiziarie che si pensavano insabbiate per sempre. È capitato anche all’ex presidente Iliescu con il processo sulle devastazioni compiute da un altro tipo di mole people: i minatori. Gallerie, caverne e buchi ne troviamo molti anche in letteratura, io, rimanendo a Bucarest, vi consiglio di introdurvi nel cunicolo che collega la camera di Gina al Museo Antipa. Lo trovate scavando in Nostalgia di Mircea Cărtărescu anche in lingua italiana.


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