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Messaggini elettorali

Come saprete domenica in Romania si sono svolte le elezioni presidenziali. Dopo una settimana di zuffe mediatiche grottesche e ridicoli scoop televisivi, dalle urne è uscito vincitore il presidente in carica Traian Basescu che ha sbaragliato, anche se per una sola manciata di voti, l’ambigua Grosse Koalition guidata dal socialdemocratico (e qui mettiamoci pure un chilo di punti di domanda) Mircea Geoana. Che entrambi i candidati mi fossero indigesti non serve dirlo, in fondo non conta, grave e ridicolo invece mi sembra il fatto che ora la ghenga politico-mediatica di Geoana insinui senza pudore che le elezioni sono state truccate. Truccate da chi? visto che persino io, senza diritto e senza voglia di voto, ho ricevuto ad urne aperte, quindi in flagrante violazione della legge, un sms che mi invitava a recarmi al seggio per sostenere quel babbeo – Iliescu docet – di Geoana. In onore del commissario Moldovan ne ho ricavato un filmetto:

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VOTO O NON VOTO

Tempo di elezioni qui in Romania. Ieri nell’indifferenza più totale si sono svolte le politiche. Alla fine della giornata ne è uscito un encefalogramma piatto: presenza alle urne 39%!!!!!!!!!!!!! Mi ricordo che ai miei tempi dopo ogni astensione dal voto mi  arrivava  a casa una cartolina  che mi intimava di presentarmi al mio  comune per giustificare l’assenza alle urne…Io non ci sono mai andato e quindi non ho idea a chi si sarebbe dovuto confessare il peccato di astensionismo. Non so manco se e quando sia stata   abolita questa pratica. Certo che se l’usanza italiana fosse adottata qui in Romania in alcuni comuni si dovrebbero fare gli straordinari per scrivere le cartoline destinate agli impenitenti astensionisti. Non oso immaginare cosa accadrebbe se si dovesse anche stare ad ascoltare   le loro giustificazioni. A Timisoara ad esempio l’astensionismo viaggia attorno al 70%! votatCon queste cifre  è  grottesco vedere  i leader dei vari partiti esultare, rivendicare trionfi e future  posizioni di comando. Ma in che sistema solare  vive questa gente? Comunque sia,  le  statistiche uscite  dalle urne romene danno al primo posto  un ibrido composto da Partito Sociale Democratico e Partito Conservatore con circa il 33% (cioè  con il 33% del 39%, ossia poco più del 10% dei voti potenziali!) segue il Partito Democratico Liberale del presidente Basescu con circa il 32%,   al terzo posto il Partito Nazionale Liberale del premier uscente Tariceanu più o meno al 19%, in quarta posizione gli ungheresi dell’UDMR attestati all’incirca al 6%, tutti gli altri rimangono sotto  la soglia di sbarramento del 5%. Le tre “maggiori”  formazioni mimano una pretesa collocazione compresa tra il centrodestra (PNL e PDL) e il centrosinistra (PSD),  in realtà le differenze  tra questi  partiti  non sono ideologiche ma  pragmatiche, dipendenti dai feudi di provenienza e dai gruppetti di vassalli, valvassori e valvassini loro connessi.  La tanto strombazzata riforma elettorale (dal voto di lista al voto uninominale) non è servita a  riconquistare la fiducia degli elettori, anzi ha dimostrato che in realtà il problema non sta nel sistema elettorale ma in quello politico nel suo insieme, in quella cittadella di arroganza, incapacità e malaffare che omogeneamente ingloba tutte le  formazioni parlamentari romene. Per la prossima tornata elettorale  propongo un sistema a lotteria con cui  di certo  si riuscirà a creare un parlamento  più rappresentativo di quello uscito dall’ultimo scrutinio. Mi chiedo infatti che  legittimità   possa avere una maggioranza    (se si riuscirà a formare) che rappresenterà, ad essere ottimisti, meno di un quinto del paese… se sottoposti al giudizio del libero suffragio, nemmeno i governi partoriti da   Ceausescu avrebbero  ottenuto una debacle di questo genere, manco  nel periodo più nero della  dittatura…

il voto infinito

Qualcuno saprebbe spiegarmi perché sul sito del Viminale, oggi, 25 aprile, cioè a quasi due settimane dalla bisboccia elettorale, i voti di noi esuli italici raminghi un po’ a remengo non sono ancora stati totalmente conteggiati ?

Per il Senato, a quanto pare gli scrutinatori si sono dati alla macchia alle 4:56 del 15 aprile, forse reputando inutile questa manfrina internazionale.

Alla Camera ci si impegna di più e si tira avanti fino alle 4:59 del giorno dopo. Qui si volatilizzano ventisette sezioni, ma nessuno sembra sentirne la mancanza…

Non so se sia il caso di smuovere concetti impegnativi come i brogli, più probabilmente si tratta di sciatteria all’italiana, senza molte dietrologie. Forse al Ministero degli Interni manco si ricordano che dovrebbero aggiornare i risultati pubblicati sul sito e dunque figuriamoci se qualcuno ci spiegherà perché non si sia arrivati in tempi umani al risultato definitivo. Forse nel fantomatico hangar del Centro polifunzionale di Castelnuovo di Porto, dove si è fatta (è ancora in corso?) la vendemmia del voto estero hanno semplicemente smarrito qualche chilo di schede. Chissà ? Sicuramente che manchino dei voti interessa poco alla Corte di Appello di Roma che ha comunicato alle Camere l’elenco dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere di Camera e Senato. Anche alla stampa sembra interessare poco questa stranezza, un unico meritorio intervento arriva dalla biro di Paolo Bracalini e lo potete leggere qui .


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