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MI RICORDO

Esattamente un anno fa i nostri governanti celebravano in questo modo il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia con la Libia di Gheddafi, non dimentichiamocelo:

Buffoni!

Libertà, Indipendenza, Sovranità e Autodeterminazione d’Italia

Marcare un confine netto, senza tralignare. Questo ho colto dal testo che segue. Per ulteriori approfondimenti qui

Proclama alla Nazione

Proclama alla Nazione:

Ora o mai più!

La prova provata che l’Italia, da 66 anni, non è (né può essere, né – nelle sue attuali condizioni – potrà mai diventarlo!) uno Stato indipendente e sovrano – e che il suo Governo (di destra, sinistra, centro… sarebbe la stessa cosa!), non è (né può essere) in grado di fare liberamente e degnamente gli interessi dei suoi amministrati (in quanto, oltre ad essere chiaramente in sottordine a quello degli USA, è invariabilmente ed incessantemente sotto ricatto ed autorità di Washington che tende puntualmente, arrogantemente e sfacciatamente ad intimargli cosa si debba o non si debba fare…) – l’abbiamo definitivamente avuta in concomitanza con la Crisi libica, tuttora in corso. Questo, nonostante l’Italia avesse un preciso e vincolante trattato di non aggresione e di cooperazione con la Libia, e che i nostri interessi politici, economici ed energetici consigliassero, quanto meno, di restare neutrali.

Tenuto conto di quanto sopra, e non potendo fare altrimenti, è pertanto indispensabile che, una volta per tutte, si possa fare chiarezza. E, per poterla realmente fare, è ugualmente vitale ed urgente che si possa – al di la delle idee di ciascuno e degli schieramenti ideologici, politici e partitici in cui ognuno si riconosce – tirare una precisa, indelebile ed invalicabile linea di demarcazione, tra tutti gli Italiani. Tra coloro, cioè, a cui, per un motivo o per un altro, sta bene la suddetta situazione, e quegli Italiani, invece, che tendono fermamente a rifiutarla, e vorrebbero, in qualche modo, rimetterla in discussione.

Questa, dunque, da oggi, è la sola, possibile, linea di demarcazione:

1. chiunque, tra gli Italiani (di destra, di sinistra, di centro, di centro-destra, di centro-sinistra, di estrema destra o di estrema-sinistra), continuerà ad accettare il suddetto stato di flagrante ed umiliante sudditanza da Stati terzi (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza), sarà considerato un nemico (polemios/hostis) ed un traditore della nostra Patria;

2. chiunque altro (di destra, di sinistra, di centro, di centro-destra, di centro-sinistra, di estrema destra o di estrema-sinistra) tenderà, invece, a rifiutare il succitato stato di asservimento e di subordinazione, e vorrà, in qualche modo, riunirsi e lottare, per potere finalmente riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 66 anni, sarà considerato un nostro amico (philos/amicus) ed un nostro alleato (etairos/sodalis).

Libertà, Indipendenza, Autodeterminazione e Sovranità politica,

economica, culturale e militare, per l’Italia, l’Europa

ed il resto dei Popoli-Nazione del mondo.

————————————————————————————–

Emigrate (Io l’ho già fatto)!

Per le  coscienze letargiche  della nazione italiana:  Sir Gerald Kaufman deputato britannico, non un fanatico militante di hamas:

per chi non mastica l’inglese ecco la traduzione offerta da un lettore  di Pasolini:

Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina. Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e v i sono stato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato. Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l’indipendenza. I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell’olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto. Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza. L’attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell’olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi. L’implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti. Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell’esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all’uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all’istante che «500 di questi erano militanti». Questa era la risposta di un nazista. Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti. Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell’organizzazione terroristica Irgun Zvai Leumi, che ha organizzato l’attentato esplosivo dell’Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei. Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico. Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri. Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin. Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento. Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze. Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban [che era sull’aereo con gli agenti che in Argentina arrestarono Adolf Eichman, ic], con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.» Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari. Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano. Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele. È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele. È l’ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere. Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono folli.

Ora proviamo  ad immaginare un rappresentante del parlamento italico , ma spesso anche del neo extraparlamentarismo di destra  e sinistra,   parlare così liberamente? Avete trovato qualcuno? Un’immagine sbiadita? Una almeno? Io brancolo nelle tenebre…

il voto infinito

Qualcuno saprebbe spiegarmi perché sul sito del Viminale, oggi, 25 aprile, cioè a quasi due settimane dalla bisboccia elettorale, i voti di noi esuli italici raminghi un po’ a remengo non sono ancora stati totalmente conteggiati ?

Per il Senato, a quanto pare gli scrutinatori si sono dati alla macchia alle 4:56 del 15 aprile, forse reputando inutile questa manfrina internazionale.

Alla Camera ci si impegna di più e si tira avanti fino alle 4:59 del giorno dopo. Qui si volatilizzano ventisette sezioni, ma nessuno sembra sentirne la mancanza…

Non so se sia il caso di smuovere concetti impegnativi come i brogli, più probabilmente si tratta di sciatteria all’italiana, senza molte dietrologie. Forse al Ministero degli Interni manco si ricordano che dovrebbero aggiornare i risultati pubblicati sul sito e dunque figuriamoci se qualcuno ci spiegherà perché non si sia arrivati in tempi umani al risultato definitivo. Forse nel fantomatico hangar del Centro polifunzionale di Castelnuovo di Porto, dove si è fatta (è ancora in corso?) la vendemmia del voto estero hanno semplicemente smarrito qualche chilo di schede. Chissà ? Sicuramente che manchino dei voti interessa poco alla Corte di Appello di Roma che ha comunicato alle Camere l’elenco dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere di Camera e Senato. Anche alla stampa sembra interessare poco questa stranezza, un unico meritorio intervento arriva dalla biro di Paolo Bracalini e lo potete leggere qui .


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