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ibridi

ibrida un aggettivo adatto alla mostruosa coalizione PD-L und PSD uscita dalle ultime elezioni romene …un ibrido un po’ più smaliziato ce lo offre anche Istvan Laszlo, artista tra Targu Mures e Dublino. Eccolo:

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VOTO O NON VOTO

Tempo di elezioni qui in Romania. Ieri nell’indifferenza più totale si sono svolte le politiche. Alla fine della giornata ne è uscito un encefalogramma piatto: presenza alle urne 39%!!!!!!!!!!!!! Mi ricordo che ai miei tempi dopo ogni astensione dal voto mi  arrivava  a casa una cartolina  che mi intimava di presentarmi al mio  comune per giustificare l’assenza alle urne…Io non ci sono mai andato e quindi non ho idea a chi si sarebbe dovuto confessare il peccato di astensionismo. Non so manco se e quando sia stata   abolita questa pratica. Certo che se l’usanza italiana fosse adottata qui in Romania in alcuni comuni si dovrebbero fare gli straordinari per scrivere le cartoline destinate agli impenitenti astensionisti. Non oso immaginare cosa accadrebbe se si dovesse anche stare ad ascoltare   le loro giustificazioni. A Timisoara ad esempio l’astensionismo viaggia attorno al 70%! votatCon queste cifre  è  grottesco vedere  i leader dei vari partiti esultare, rivendicare trionfi e future  posizioni di comando. Ma in che sistema solare  vive questa gente? Comunque sia,  le  statistiche uscite  dalle urne romene danno al primo posto  un ibrido composto da Partito Sociale Democratico e Partito Conservatore con circa il 33% (cioè  con il 33% del 39%, ossia poco più del 10% dei voti potenziali!) segue il Partito Democratico Liberale del presidente Basescu con circa il 32%,   al terzo posto il Partito Nazionale Liberale del premier uscente Tariceanu più o meno al 19%, in quarta posizione gli ungheresi dell’UDMR attestati all’incirca al 6%, tutti gli altri rimangono sotto  la soglia di sbarramento del 5%. Le tre “maggiori”  formazioni mimano una pretesa collocazione compresa tra il centrodestra (PNL e PDL) e il centrosinistra (PSD),  in realtà le differenze  tra questi  partiti  non sono ideologiche ma  pragmatiche, dipendenti dai feudi di provenienza e dai gruppetti di vassalli, valvassori e valvassini loro connessi.  La tanto strombazzata riforma elettorale (dal voto di lista al voto uninominale) non è servita a  riconquistare la fiducia degli elettori, anzi ha dimostrato che in realtà il problema non sta nel sistema elettorale ma in quello politico nel suo insieme, in quella cittadella di arroganza, incapacità e malaffare che omogeneamente ingloba tutte le  formazioni parlamentari romene. Per la prossima tornata elettorale  propongo un sistema a lotteria con cui  di certo  si riuscirà a creare un parlamento  più rappresentativo di quello uscito dall’ultimo scrutinio. Mi chiedo infatti che  legittimità   possa avere una maggioranza    (se si riuscirà a formare) che rappresenterà, ad essere ottimisti, meno di un quinto del paese… se sottoposti al giudizio del libero suffragio, nemmeno i governi partoriti da   Ceausescu avrebbero  ottenuto una debacle di questo genere, manco  nel periodo più nero della  dittatura…


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