Vecchi sciacalli e nuovi arditi

György Schwartz, detto Soros,  l’icona decrepita ma purtroppo vivente di tutti gli speculatori finanziari, ha  ricevuto a Udine,  nel contesto della manifestazione culturale Vicino-Lontano,   il Premio Terzani. “Finanziere di successo, Soros ha realizzato grazie alla sua attività ingentissimi guadagni, ma non si è mai sottratto a una sistematica assunzione di responsabilità in campo sociale, e anche indirettamente politico, con il fine di realizzare la “società aperta” teorizzata da Karl Popper, suo maestro alla London School of Economics. La rete delle Open Society Foundations opera infatti in tutto il mondo per promuovere la democrazia e le cause progressiste, finanziando movimenti di riscatto sociale e di opposizione, intellettuali, scrittori, artisti e media indipendenti”. Così  ha decretato una giuria “popolare” composta da:
Giulio ANSELMI, Toni CAPUOZZO, Andrea FILIPPI, Milena GABANELLI, Ettore MO, Omar MONESTIER, Paolo PECILE, Valerio PELLIZZARI, Peter POPHAM, Paolo RUMIZ e Marino SINIBALDI.  Commovente  foto di famiglia, davvero,  che ben illustra  il pensiero profondo delle  anime belle dell’intellighenzia italiana e non solo. Li vedo tutti i giorni gli esiti della  società aperta propagandata dalla Fondazione Soros in Romania. In due parole: sfascio della solidarietà sociale e  svendita del patrimonio nazionale. Ho volutamente semplificato, ma la sostanza è questa. Polemisti, giovani politici di grido, influenti think   tank à la page tutti arruolati alla scuola del peggiore liberismo. Davanti al teatrone udinese, unica voce fuori dal coro,  un gruppo di militanti di Casapound Friuli Venezia-Giulia che ha protestato contro la decisione di premiare lo squalo dell’alta finanza internazionale. Li ringrazio per avere dato la sveglia a quella che anche a 900 chilometri di distanza rimane la mia città. Per chi vuole approfondire l’argometo Soros consiglio questo articolo.

Memorie

Canto LXXIV

L’enorme tragedia del sogno sulle spalle curve del

contadino

Manes! Manes fu conciato e impagliato,

Così Ben e la Clara a Milano

per i calcagni a Milano

Che i vermi mangiassero il torello morto

DIGENES, διγενές, ma il due volte crocifisso

dove lo trovate nella storia?

eppure dite questo al Possum: uno schianto, non una lagna,

uno schianto, non una lagna,

Per costruire la città di Dioce che ha terrazze color delle stelle.

Ezra Pound 1945

Canto LXXIV

The enormous tragedy of the dream in the peasant’s bent

shoulders

Manes! Manes was tanned and stuffed,

Thus Ben and la Clara a Milano

by the heels at Milano

That maggots shd/ eat the dead bullock

DIGENES, διγενές, but the twice crucified

where in history will you find it?

yet say this to the Possum a bang, not a whimper,

with a bang not with a whimper,

To build the city of Dioce whose terraces are the colour of stars.

Ezra Pound 1945

Io canto

Vreau să-l cinstesc pe Hugo Chavez aṣa:

Viaggio per l’aldilà

Crulic – Drumul spre dincolo (La strada per l’aldilà) è un documentario di Anca Damian dedicato alla vicenda di Claudiu Crulic un giovane romeno morto, nel gennaio 2008, in un carcere di Cracovia dopo un lungo sciopero della fame, nell’indifferenza più totale delle autorità polacche e romene. La regista romena ricostruisce questa storia di ordinaria e crudele ingiustizia attraverso una splendida animazione, nonostante un budget limitatissimo. La scelta di rinunciare alla forma documentaristica tradizionale, a favore di una tecnica insolita come quella dell’animazione, amplifica la forza emotiva del film e coinvolge immediatamente lo spettatore nel mondo di Crulic. La squadra di animatori che ha realizzato il film è formata da giovani artisti romeni: Dan Panaitescu, uno dei piloni del film, Raluca Popa, Dragoş Ştefan, Roxana Benţu e Tuliu Oltean Forse però la vera colonna portante del documentario non è costituita dalle immagini, ma dalla narrazione dell’attore Vlad Ivanov, nato nella stessa zona di Claudiu Crulic, che attraverso le linee melodiche dolci e rustiche del dialetto moldavo riporta in vita la voce del giovane romeno. Crulic/Ivanov ci accompagna lungo le tappe salienti della sua esistenza e della sua disavventura giudiziaria con un monologo frammischiato di malinconia, ingenuità, dolore e soffusa ironia. Un bellissimo e straziante omaggio a tutti i Crulic o ai Cucchi finiti, per davvero finiti, nel silenzio nelle nostre galere.

 

SFORTUNATO IL PAESE CHE NON HA EROI

Timișoara 17 dicembre 1989:

1. Andrei Maria, 25 anni, casalinga, sul Ponte  Decebal. Bruciata al crematorio.

2. Aparaschivei Valentin, 48 anni, autista, Calea Girocului.

3. Apro Mihai, 31 anni,  carpentiere, Calea Girocului. Bruciato al crematorio.

4. Avram Ioan Vasile, 40 anni, responsabile del controllo qualità, Opera.

5. Balmuș Vasile, 26 anni, operaio, Cattedrale. Bruciato al crematorio.

6. Balogh Pavel, 69 anni, pensionato, Str. Transilvaniei angolo con Str. Reșita. Bruciato al crematorio

7. Bărbat Lepa, 43 anni, contabile, Piazza  Libertății. Bruciata al crematorio.

8. Banciu Leontina, 39 anni, operaia, sul Ponte Decebal. Bruciata al crematorio.

9. Belehuz Ioan, 41 anni, ferroviere, Str. 13 Decembrie. Bruciato al crematorio

10. Belici Radian, 25 anni, pompiere, Mercato 700. Bruciato al crematorio

11. Bonte Petru Ioan, 22 anni, operaio, Str. Transilvaniei. Identificato nel gennaio  1990 nella fossa comune  del Cimitero degli Eroi.

12. Botoc Luminița, 14 anni, studente, Calea Lipovei. Identificata nel gennaio  1990 nella fossa comune  del Cimitero degli Eroi.

13. Căceu Margareta, 40 anni, impiegata, Cattedrale. Bruciata al crematorio.

14. Căceu Mariana Silvia, 37 anni, impiegata, Cattedrale.

15. Carpin Danut, 29 anni, parchettista, Calea Aradului. Bruciato al crematorio

16. Chorosi Alexandru, 24 anni, operaio, presso l’Opera. Bruciato al crematorio

17. Ciobanu Constantin, 43 anni, operaio, Str. Transilvania (nel terrazzo dell’abitazione). Bruciato al crematorio

18. Cruceru Gheorghe, 25 anni, operaio, presso l’Opera. Bruciato al crematorio

19. Csizmarik Ladislau, 55 anni, professore di musica, Opera. Bruciato al crematorio

20. Ewinger Slobodanca, 21 anni, operaio, sul Ponte Decebal. Bruciata al crematorio.

21. Fecioru Lorent, 38 anni, operaio.

22. Ferkel-Suteu Alexandru, 43 anni, saldatore, Calea Girocului. Bruciato al crematorio

23. Florian Antoniu Tiberiu, 20 anni, studente, Campus Universitario. Bruciato al crematorio

24. Girjoaba Dumitru Constantin, 24 anni, elettricista,  Cattedrale. Bruciato al crematorio

25. Grama Alexandru, 18 anni, operaio, Calea Aradului.

26. Hațegan Petru, 47 anni, elettricista,  presso l’Opera. Bruciato al crematorio

27. Ion Maria, 57 anni, pensionata, Calea Girocului (in macchina). Il marito afferma che le spararono anche all’ospedale.

28. Iosub Constantin, 17 anni, studente, Cattedrale. Bruciato al crematorio

29. Iotcovici Gheorghe Nutu, 25 anni, tornitore, Opera. Bruciato al crematorio

30. Istvan Andrei, 42 anni, operaio, Cattedrale.

31. Juganaru Dumitru, 37 anni, mosaicista, Calea Girocului.

32. Lăcătuș Nicolae, 28 anni, operaio, Piazza  Traian. Bruciato al crematorio

33. Luca Rodica, 30 anni, impiegata, Calea Girocului. Bruciata al crematorio.

34. Lungu Cristina, 2 anni, Calea Girocului.

35. Mardare Adrian, 20 anni, operaio.

36. Mariș Ștefan, 40 anni, meccanico, Calea Girocului.

37. Miron Ioan, 58 anni, pensionato, Calea Lipovei. Bruciato al crematorio

38. Motohon Silviu, 35 anni, aiutante artigiano, Str. Ialomita. Bruciato al crematorio

39. Munteanu Nicolae Ovidiu, 25 anni, studente, Campus universitario. Bruciato al crematorio

40. Nagy Eugen, 17 anni, studente, Calea Girocului. Bruciato al crematorio

41. Opre Gogu, 30 anni, elettricista, Opera. Bruciato al crematorio

42. Osman Dumitru, 24 anni, barista, Opera. Bruciato al crematorio

43. Otelița Aurel, 34 anni, operaio, Calea Lipovei (nella propria abitazione). Bruciato al crematorio

44. Păduraru Vasile, 30 anni, operaio.

45. Pinzhoffer Georgeta, 35 anni, operaio, Calea Lipovei.

46. Popescu Rozalia Irma, 55 anni, pensionata, investita da un blindato presso il Ponte  Decebal.

47. Radu Constantin, 33 anni,  tornitore, Calea Girocului. Bruciato al crematorio

48. Sava Angela Elena, 25 anni, operaio, Cattedrale. Bruciata al crematorio.

49. Sava Florica, 33 anni,  commessa, Piazza  Traian.

50. Simicin Nicolae, 32 anni, operaio, Calea Lipovei.

51. Sporer Rudolf Herman, 33 anni, imbianchino, Calea Lipovei. Bruciato al crematorio

52. Stanciu Ioan, 42 anni, operatore chimico, Cattedrale. Bruciato al crematorio

53. Tako Gabriela Monica, 10 anni, scolara, Bd. Republicii.

54. Tasala Remus Marian, 23 anni, attrezzista e stampatore, Piazza  700 (con una ferita superficiale alla fronte). Accompagnato da amici all’Ospedale Provinciale, fu ritrovato con  una ferita d’arma da fuoco all’ospedale.

55. Todorov Miroslav, 25 anni, operaio, Str. Vasile Alecsandri.

56. Țîntaru Teodor Octavian, 21 anni, elettricista,  Ponte Decebal.

57. Varcuș Ioan Claudiu, 15 anni, studente, Calea Girocului.

58. Wittman Petru. Bruciato al crematorio

59. Zabulica Constantin, 30 anni, operaio, Piazza  Stefan Furtuna. Bruciato al crematorio

60. Blindu Mircea. Fucilato presso la Stazione   Est dal  milite Atomii Radu.

61. Zornek Otto, 53 anni, imbianchino. Ufficialmente dichiarato disperso. Probabilmente  fu bruciato assieme agli altri al crematorio.

62. Pisek Stefan. Ufficialmente dichiarato disperso. Probabilmente  fu bruciato assieme agli altri al crematorio.

63-70. Certificati medici non ritirati (del gruppo delle persone cremate). 5 di questi certificati potrebbero appartenere agli individui bruciati al crematorio rimaste senza certificato medico (la loro morte è stata stabilita tramite testimonianze), ossia  Csizmarik Ladislau, Florian Antoniu Tiberiu, Ewinger Slobodanca, Ianos Paris, Radu Constantin.

Timișoara 18 dicembre 1989:

1. Ciopec Dumitru Marius, 20 anni, meccanico elettricista, Calea Girocului.

2. Ianoș Paris, 18 anni, disoccupato, Calea Girocului. Bruciato al crematorio

3. Leia Sorinel Dinel, 23 anni, operatore chimico, Cattedrale. Identificato nel gennaio  1990 nella fossa comune  del Cimitero degli Eroi.

4. Mariutac Ioan, 20 anni, operaio, Cattedrale.  Identificato nel gennaio  1990 nella fossa comune  del Cimitero degli Eroi.

5. Nemțoc Vasile Marius, 19 anni, operaio, Cattedrale.

Timișoara 19 dicembre 1989:

1. Curic Veronica, 32 anni, casalinga, Mercato 1 Maggio (Iozefin).

2. Reiter Edita Irina, 39 anni, impiegata, Bd. Tinereții.
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Cititorilor în limba română recomand acest articol (care este și sursa mea iconografică pentru acest mic act de cinstire)

Porci și ferestre

Fereastra mea

Acoperă ferestrele mele de aproape o lună. Nu numai ale mele, ci cele ale altor patru etaje. Pe acest uriaș cearceaf agățat de bloc apare numele lui: Ben – Oni Ardelean. Mă întreb: Ben – Oni dar ce dracu’ de nume este ? Apoi descopăr că tipul, nu numai că are un nume de “copilul nefericirii”, ci  este chiar pastor neo-protestant. Și se pare că nu este singurul, dimpotrivă. Citind prin presă am aflat că este oarecum la modă să ai un candidat neoprotestant, iată o listă fără pretenții de exhaustivitate preluată din saitul stiricrestine.ro:

Dorel Popa în județul Arad, Ben Oni Ardelean în județul Timiș, Florica Chereches în județul Bihor, Orest Onofrei în județul Suceava, Iosif Blaga în județul Hunedoara, Mihaita Bojin, Ovidiu Ciuhandu,  Marius Dugulescu în județul Timiș,  Gheorghe David în județul Timiș, Radu Tarle în județul Bihor, Doru Liviu Ilioi în Diaspora,  Mircea Lubanovici în Diaspora, Dumitru Mihalescul – colegiul nr. 7 Vicov – Solca, Daniel Ungurian pentru Colegiul nr. 8 Siret, Nicodim Bulzesc în Vrancea, Ilie Bertea Timiș, Dorel și George Sangeorzan Diaspora, Ioan Denes în Bistrița.

De ce partidele politice sunt interesate de pocăiții din România, adică de o minoritate între minoritățile religioase din această țară? În primul rând în bisericile lor este permisă, sau chiar apreciată, organizarea unor adevărate întruniri electorale, o activitate netolerată (cel puțin oficial) de celelalte culte religioase. Alegerea politică, deci, corespunde cu o alegere ”spirituală” și în vremurile cu participare scăzută la urne câteva mii de voturi sigure într-un colegiu sunt foarte comode. Probabil are o anumită importanță și legătura directă între aceste “filiale” și sediile- mumă din State, care reprezintă un generos izvor de bani. Pe saitul unei asemenea biserici din Timisoara, de pildă, putem citi: Suntem focalizați pe biserica formată din pietre vii, si nu din cărămizi, dar Dumnezeu ne-a surprins dăruindu-ne un teren de 100.000 Euro (după valoarea estimată în 2003) și încă 200.000 Euro pentru a ne putea muta într-un loc mai larg și confortabil și astfel să putem împlini mai bine scopurile Lui. Aș vrea să spun aleluia, însă zic pula mea! Mai ales după ce am aflat că unu’ dintre sponsorii americani ai acestei biserici este un anume James Mcdonald implicat în mai multe aventuri financiare nu prea duhovnicești.

O altă fereastră

La fiecare stație de autobus, pe aproape fiecare bloc, pe stâlpi, în fața bisericilor, din fluturași care înfundă cutia poștală candidații etalează niște expresii idioate însoțite de sloganuri goale precum privirile lor. Împotriva acestui atac la demnitatea orașelor câteva spirite mai vii au decis să se implice. La București, Mihai Tociu a afișat pe fațada blocului unde locuiește un enorm text luminos, întrebând un pic a la Caragiale un pic a la Debord: “Eu cu cine votez?”

Eu-cu-cine-votez-Mihai-Tociu

Tociu a explicat presei că “E o formă de protest şi față de politicieni, cu toate că lor nu le reproșez ceva anume. Ei au făcut ce și-au propus de la început: să se organizeze în găști, să sindicalizeze pentru a obţine profit cât mai mare. Toţi  cei pe care i-am auzit incriminați n-au fost pedepsiți”. De acord cu el.

Porci eligibili

La Cluj Laurentiu Ridichie, profesor la un liceu artistic, a lansat campania A.P.A.P ( ALL POLITICIANS ARE PIGS), iată câteva mărturii:

 

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Pentru a închide  o metaforă porcino-electorală   aleatorie pescuită la Reghin:

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JR contro JR

Ieri sul Corsera hanno celebrato la morte di JR scrivendo così:

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L’aneddoto sul fantomatico incontro tra Ceausescu e Larry Hangman a me pare una bufala giornalistica in piena regola, ma si sa il giornalismo del copia incolla non ammette verifiche o dubbi ispirati dalla semplice logica. Però è   anche vero che tutta l’esistenza (in fondo pure la morte) dell’ex Conducator romeno può essere letta come un garbuglio di episodi assurdi, paradossali che rendono automaticamente possibile qualsiasi affermazione che lo riguardi. Basta pensare ai titoli accademici o ai riconoscimenti riscossi in Europa da Ceausescu e signora, per comprendere che a volte la realtà va oltre a qualsiasi immaginazione possibile (clic  per rinfrescarsi la memoria). Anche in Romania la notizia su JR è stata ripresa pari pari, come se si trattasse di una verità assodata. L’unica voce dissonante è quella dello storico Cioroianu che pacatamente spiega: “Uno scenario di questo tipo mi sembra poco credibile. A Bucarest, in quel periodo, non è esistito nemmeno un manifesto con J.R. Nessun bucarestino ricorda di averlo visto, è più probabile che si tratti di uno scherzo fatto da Hagman ad un giornalista americano. È vero che Dallas è stato trasmesso in Romania negli anni 80, diventando molto popolare, ma non riesco a capire come il regime Ceauşescu avrebbe potuto utilizzare l’immagine di Hagman. Propendo per lo scherzo, anche perché sul conto di Ceauşescu si può dire qualsiasi cosa”. All’attore americano, inoltre, è sempre piaciuto vantarsi del ruolo svolto da Dallas nella caduta del regime Ceausescu, ingigantendo a dismisura il contributo avuto dal telefilm nell’immaginario dei “rivoluzionari” romeni. Non sarebbe molto strano, dunque, pensare che Hangman abbia inventato di sana pianta la vicenda dell’incontro con Ceausescu o ancor meglio che abbia romanzato una visita avvenuta 10 anni dopo la morte del dittatore comunista. L’attore americano, infatti, in Romania c’è stato davvero. Nel 1999 partecipò alla campagna pubblicitaria della Luckoil (come si vede  nella foto tratta dal Corriere) e sempre in quell’occasione fu ospitato assieme alla moglie nel ranch Southfork, non in Texas, ma dalle parti di Slobozia, nel profondo sud romeno dove esiste una copia fedele (un po’ più grande) della tenuta resa celebre dal telefilm americano. La riproduzione  di Dallas fu costruita  da Ilie Alexandru, un traffichino come molti altri che nei primi anni novanta si trasformò, nottetempo, in miliardario. Qui, oltre Hangman e consorte, soggiorneranno anche il fratello di George Bush Jr., l’ex premier Nastase, l’ex presidente Constantinescu e altri tipetti del genere. Per non farsi mancare nulla, Alexandru mise vicino al Southfork ranch anche una copia della Torre Eiffel. Ilie Alexandru, non c’è più, è morto un paio di anni fa. Era finito sul lastrico dopo svariate “sventure” giudiziarie. La sua “Dallas” invece sembra resistere e da  qui se ne può gustare qualche scorcio. Chissà è forse con lui che si consumò la transazione citata dal Corsera, poi romanzata dal vero JR in un incontro con Ceausescu. Qualche anno fa Eugen Nistodor raccolse nel suo inconfondibile stile le confessioni del JR romeno dalla prigione in cui era rinchiuso: buona lettura (la traduzione è mia).

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Ilie Alexandru: Torre Eiffel e Dallas a Slobozia, 12 anni di galera

(da Academia Catavencu, 5 luglio 2005)

L’Introduzione di Ilie Alexandru:
“Ho una brutta notizia per lei: è venuto fin qui, nella prigione di Slobozia, dove sconto una condanna a 12 anni per truffa. So che sul suo suo giornale si scherza ma io non vorrei essere preso in giro. Ora la mia situazione è la seguente: non sono più il capo, nella mia camerata ci sono 30 persone. Grazie al mio nome però posso ancora stare da solo nel letto.”
Il sommario di Ilie Alexandru
“Nel 1989 abitavo a Slobozia, facevo il pugile a Calarasi. Bene. È arrivata la rivoluzione o quello che è stato. Mi sono informato sui viaggi in Turchia. Avevo una Lada e ho portato da Istanbul tenaglie, pinze, seghetti, cioccolate, quaderni, carta assorbente. Quei sacchetti di plastica pieni di soldi. Io! Il primo negozio privato di Slobozia! Di sera, che paura! Decine e decine di secchi pieni di soldi. In un anno, sigarette dalla Grecia, merce da Budapest, cento secchi, un milione di dollari. Senza alcuna esperienza. Al lavoro ho studiato dei libri, dando una svolta al mio commercio. C’era di tutto da me. Forzato dalle circostanze, inizio ad assumere, apro una catena di pasticcerie, una di allevamenti di animali, una sfilza di terreni, grandi allevamenti equini, esporto quantità enormi di animali vivi e carcasse, catene di fabbriche: televisori, confezioni, latticini, un parco auto di 300 macchine, filiali a Istanbul e Mosca, 2.500 dipendenti. |Ho avuto poca lungimiranza e mi sono affidato a cattivi consiglieri. Avevo soldi a palate, ero malaccorto, ero sfinito dalle visite degli uomini del governo, dei partiti politici, delle ambasciate. Lavoravo anche di notte. Questi arrivavano con le macchine vuote e ripartivano con i fari all’insù, verso Dio! I miei televisori? Mah, ho dovuto chiudere la fabbrica che tutti pretendevano che glieli dessi gratis. Credevano che per questo mi facevo pubblicità alla trasmissione Robingo.
Il parco Dallas
Sono stato in un luna-park a Copenhagen. La verità è che, sissignore, come dicono molti romeni, sono tutti kitsch. Poteva dare dei frutti però, e un bel profitto. Ho pensato di fare lo stesso. Dallas! Ma ho avuto la pessima idea di portarci Emil Constantinescu, nel 1995, con Zoe Petre, Mona Musca, Ion Diaconescu, Catarama [*]. Questo poi mi è sembrato un incapace. Si è infuriato per non so che cosa gli avrei fatto. Sissignore, certo, a causa degli interessi bancari, ho sempre dato alle banche, ma non potevo stare al passo. Fino al 1997, quando mi hanno arrestato, ho avuto 300 milioni di dollari. Dalle mie conoscenze tra la polizia ho saputo che mi avrebbero arrestato, ma ero un uomo, no? Mi hanno arrestato. Me, quello da cui erano venuti tutti i miliardari del mondo, il fratello di Bush, Larry Hagman. Il parco Dallas andava una meraviglia! Mi hanno tenuto dentro 2 anni, per 22 milioni di lei di IVA, quanto ne davo in un giorno ai poveri. Poi mi hanno affibbiato altri 2 anni per non non ho ben capito che donna e il grano sovvenzionato, che ne sapevo io da dove prendeva quella il grano. Ho scontato un anno e mezzo. Poi sono uscito, non avevo più nulla, ho aiutato mio fratello in piccoli affari e mi sono rivolto a un tedesco per il commercio di colza. Mi hanno arrestato per truffa, 12 anni, anche se il tedesco non aveva sporto denuncia.
Dallas
Me lo permetteva la posizione dell’allevamento. Nel telefilm Dallas si entrava in una strada secondaria, poi a destra. Da me si girava a sinistra, la sola differenza rispetto al telefilm. Il luogo mi permetteva di ricostruire lo stesso scenario dalle nostre parti. Non c’erano montagne, cascate, nessuna attrazione, nemmeno un lago, dovevo riempire questo posto con una trovata. Erano le condizioni di vita del posto che mi attraevano. Mi piaceva quando in Dallas facevano il loro apprendistato nelle stalle. Anch’io allevavo cavalli. Nel telefilm fin da piccoli li mandavano a raccogliere il letame, sissignore ! Io ho sempre amato i cavalli e questo telefilm mi ha colpito anche perché era l’unico al tempo di Ceausescu. Io tenevo per JR, aveva uno stile reale, dopo un’esperienza come la mia mi sono reso conto che se ti comporti come Bobby, perdi. Io ammiravo JR, ma sono stato come Bobby. Il Bobby dentro di me mi ha distrutto. Con le donne era più strano, a me piaceva una che stava con JR, le aveva comprato JR un appartamento, aveva quegli occhi verdi, brillavano da quanto erano verdi, ma non ricordo come si chiamava. Sono stato contento quando Almasanu ci ha fatto una trasmissione: Chi assomiglia ai personaggi di Dallas.
E quando è venuto JR da me, a Dallas, JR la mine, la Dallas, ci sono rimasto male. Era avvizzito, molliccio, con una moglie di quelle che non se la sposerebbe nemmeno un attore romeno. Uno dei miei figli a tavola mi ha chiesto: «Come, papà, questo sarebbe JR?».

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La Torre Eiffel
Devo dirle una cosa, certo la gente è così com’è, kitsch o no, ma lei crede che tutta sta gente ha i soldi per andare a Parigi? Sissignore, non è kitsch, è una copia di quella autentica.
Romania
Anche Constantinescu mi si è rigirato contro. Mi hanno detto: «Scappa!». Ma io no, perché questa miseria romena è l’alimento della mia anima. Si rende conto, sono stato in 40 paesi. Ma quando, il giorno dell’inaugurazione, ho innalzato a Dallas la bandiera del mio paese, quel giorno mi sono sentito un uomo, deve credermi. Allora ho pianto come un bambino, ecco come mi sono sentito. Sì! Ero ingenuo! Sì! Ero megalomane! Ma amavo il mio paese!
Toffler
Ho letto, durante la seconda condanna che mi hanno rifilato, La terza ondata e Lo shock del futuro. Se legge quei libri, capirà cosa mi è capitato. Questo passaggio da una vita aspra , senza carne, cioccolata, ad una in cui avevo 25 Mercedes  e tutte le macchine del mondo dai 30.000 dollari in su, e completi, che cambiava una volta al giorno e qualsiasi ora e non finivano mai. Quanta roba da mangiare, quante roba da bere! Mi aveva travolto l’ ondata, la terza ondata. Una cosa è essere figlio di un riccone, altra è studiare.
Sono stato in Austria, in Germania e rimanevo sorpreso nel vedere un imprenditore con una Toyota così piccola. Ero contrariato. Esisteva una stupida diceria, che al tempo, quando è venuto il fratello di Bush da me, c’era solo un bagno funzionante, gli altri erano tutti in fondo al giardino. Lì, avrei pagato qualcuno per rimanere chiuso nel WC e dire: «Ocupation» affinché gli ospiti americani usassero solo il gabinetto buono. Sono tutte menzogne! Ci tengo a dire che avevo più gabinetti che a i Dallas!
La conclusione di Ilie Alexandru
Le chiedo una cortesia. La prego, in questa circostanza, di inviare un vero giornalista, come Popeanga del Gardian[**]. Voglio parlare della mafia del PSD.”

[*] Si tratta dell’ex presidente romeno (Constantinescu) e di politici a lui legati.

[**] Si tratta della giornalista Lidia Popeangă-Mitchievici.


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