Michelino Jackson

Che palle: ieri sera  la TV in Romania  è stata sequestrata dal commiato a Michael Jackson: ben  cinque emittenti private nazionali  hanno trasmesso  simultaneamente lo stesso  circo kitsch, nemmeno Ceausescu avrebbe  ambito a tanto.  Io sul sarcofago di Michelino ci lascio un Banksy:banksy jakson

DESERTI LUOGHI

Ho perlustrato centinaia di luoghi abbandonati. Da solo o in pattuglia con il cav. Toniutti ho passeggiato in paesi, case, caserme, ferrovie, fabbriche, cimiteri, trincee,  spazi disabitati che nel corso degli anni si sono affastellati in una piccola collezione impalpabile. Il Friulistan offre molti spunti per simili ricognizioni. Vi sono paesini sfiniti a causa del crollo demografico, della fame che ha prodotto  più o meno remote migrazioni. portisAnche il terremoto del ‘76 ha detto la sua: la versione originale del borgo di Portis, ad esempio, se ne sta malconcia e tutta sola  di fronte alla sua fotocopia uscita dalla ricostruzione (una vera fiumana di orrori edilizi). E poi caserme, bunker, cunicoli: souvesafaunir della Guerra Fredda oggi svuotati da ogni presenza umana e da ogni onere difensivo o testimonianze materiali del primo o del secondo conflitto mondiale immerse nei boschi, appollaiate su picchi rocciosi, distese sui crinali dei monti. Si tratta di taciturni relitti storici incagliati nel rigoglio  della natura, come ad esempio  il mancato mausoleo tedesco in forma di tempio pagano  che dalla Seconda Guerra mondiale veglia ben celato sopra il ponte di Pinzano. E poi fabbriche, fonderie, fornaci morte da tempo ma che continuano ad esalare una sottile forza iconica e a questo punto il mio occhio mentale cade sul cadavere decomposto della Safau di Udine.  Salpando verso l’estremo oriente mi piacerebbe visitare Gunkanjima (Hashima), un ‘isola-città legata allo sfruttamento del  carbone e popolata da  più di 5000 abitanti.  La  crisi dell’industria carbonifera porta negli anni Settanta alla fine economica e umana di  Hashima (l’altro nome dell’isolotto). Dal 1974 questo brandello di ricordo cementificati viene chiuso anche ai visitatori Dallo scorso aprile l’isola è stata riaperta al  pubblico. In attesa di un battello mi accontento della splendida rassegna d’immagini realizzata da Saiga Yuji.

saiga yuji

cinema Gunkanjima

Gunkanjima

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